‘La chiesa russa’ di Crescenza Caradonna

La chiesa russa
Mi affacciavo dal mio balcone si stagliava maestosa la chiesa russa l’ammiravo incantata, mi affaccio oggi vedo solo cemento quel verde incantato della cupola che brillava come colpito da piccole stelle dal sole,  è ora custodito nello scrigno dei miei ricordi d’infanzia. Mai mi ero avvicinata a lei la guardavo da lontano ma sembrava così vicina quasi a riuscirla a toccare, mia mamma mi chiamava ma io non sentivo, vagava la mia fantasia pensando cosa ci potesse essere in quella gigante ed immensa lucertola, così l’immaginavo, riuscivo persino ad osservarne le singole tegole verdastre simili alla pelle di una lucertola.
Ora che l’infanzia è solo un ricordo, ora  tutto m’appare reale ma il sapore visivo racchiuso ancor oggi in me non  svanirà mai della mia bella città Bari.@
 di Crescenza Caradonna
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