Rodolfo Valentino – Il mito di Crescenza Caradonna

 

mercoledì 16 aprile 2014

Rodolfo Valentino –

Il mito

di 

Cresy Crescenza Caradonna
LA BIOGRAFIA
 
 
Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi, in arte Valentino, nacque il 6 maggio 1895 a Castellaneta (TA) dal dottore in veterinaria Giovanni e da Maria Berta Gabriella Bardin, gentildonna di origine francese e dama di compagnia della marchesa Giovinazzi. Quello stesso anno nasceva anche il Cinema.
Rodolfo frequentò le prime quattro classi elementari a Castellaneta e poi continuò, gli studi a Taranto e successivamente a Perugina in un convitto e infine, si diplomò in agraria a Genova. A 17 anni si trasferì a Parigi; quindi nel dicembre 1913 si imbarcò per l’America, dove si distinse come ballerino al Maxim’s Atlantic; qui incontrò Norman Kerry che lo convinse ad andare ad Hollywood nel 1915.
La trafila nel cinema fu dura: prima fece la comparsa, l’ubriaco, il mendicante e poi cominciò ad avere le prime parti. Nel 1921 interpretò “I quattro cavalieri dell’Apocaliss” dove ballava il famoso tango insieme ad Alice Terry: fu un trionfo.
 
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Rodolfo Valentino cominciò ad interpretare film su film, tra cui “Lo Sceicco”, “Sangue e arena”, “L’aquila nera” e il “Il figlio dello sceicco”. Proprio alla prima di questo film, a New York, fu ricoverato al polyclinic Hospital per un attacco di peritonite e, poiché i medici non seppero scongiurare il pericolo della setticemia, morì all’età di 31 anni il 23 agosto 1926 di pleurite, polmonite e peritonite.
I funerali si svolsero in pompa magna in un delirio collettivo mai verificatosi prima. Dopo la morte di Valentino furono prodotti i primi film sonori: sarà stato un caso, ma nel 1895 nasceva Rodolfo Valentino e anche il Cinema e così alla sua morte nel 1926 finiva l’era del Cinema Muto. A Castellaneta è ricordato da una lapide sulla casa natale in Via Roma, da un monumento in ceramica alla fine della Passeggiata a lui intitolata e da un Museo documentario presso l’ex-Convento di Santa Chiara, nel cuore del Centro Storico.
 
NOTIZIE PRESE DAL WEB DEL COMUNE DI CASTELLANETA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il mito
 
Occhi scuri
sguardo ammaliante
movenze sensuali
legava affascinava seduceva

una bellezza mediterranea
di un sud dove le radici
scavano profonde nel cuore
il mito
in quell’anima
culla
di sentimenti indimenticabili
diventato per sempre leggenda@
 
di 
 
 
 
 
 
 
 
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