IL BUONGIORNO _CrescenzaCaradonna_

CRESCENZA CARADONNA

     Ancora asili nel mirino dei carabinieri che hanno arrestato due italiani responsabili dei maltrattamenti a carico dei piccoli bambini ospiti del loro asilo nido a Milano.
Schiaffi, morsi, sputi, spintoni, legati al buio in lugubri stanzini o alle sedie, i bambini vessati e maltrattanti da sedicenti educatori ora sono indagati ma ci si chiede: quando le telecamere saranno obbligatorie in tutte scuole materne?  È possibile che ancor oggi si debbano sentire di questi incresciosi episodi, proprio in quei luoghi dove affidiamo con fiducia i nostri figli?

    L’asilo incriminato fa parte di una catena che ha in franchising una decina di istituti a Milano ed una ventina in provincia, ma anche in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana.
   “Un ambiente sicuro e accogliente dove i nostri piccoli ospiti possono crescere e imparare con gioia e serenità…” Questo è scritto sul sito web dell’asilo, un’assurdità che fa pensare  a quanta falsità e disonestà ci sia dietro un luogo che dovrebbe essere, per antonomasia, paradiso ludico dei nostri piccoli bambini.

    Il 2 agosto 1980  in una mattina di sabato alla stazione centrale di Bologna  si è consumata una delle più gravi tragedie italiane : un attentato terroristico che colpì al cuore la città. Un ordigno esplosivo fu collocato in una valigia abbandonata nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione dove ignare persone stazionavano. Rimasero uccise 85 persone e 200 ferite tra  turisti e non, in partenza o di ritorno dalle vacanze .

Nel 36mo anniversario in occasione dell’inizio della commemorazione della strage, il sindaco di Bologna Virginio Merola ha dichiarato: “Si sono fatti dei passi avanti significativi, come l’approvazione del reato di depistaggio, ma c’è ancora da raggiungere la verità, e quindi la giustizia piena, per arrivare ai mandanti della strage della stazione di Bologna” Ed ancora: “L’approvazione del reato di depistaggio  è un passo significativo che testimonia l’impegno delle istituzioni per la nostra città. Bisogna trasformare il dolore di 36 anni fa in consapevolezza, dare un senso a questo dolore, cosa di cui abbiamo bisogno anche rispetto a quello che sta succedendo nel mondo”.

      Nell’ auspicio  che tutto ciò accada, vada un pensiero ed un fiore, alle vittime innocenti che ancora oggi cercano giustizia e pace.@

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