RIFLESSIONI IN PROSPETTIVA di Eduardo Terrana

Riflessioni di Eduardo Terrana

20 Luglio 2022 by Cresy Caradonna, posted in RIFLESSIONI IN PROSPETTIVA di Eduardo Terrana

REALE E VIRTUALE

Vivere il e nel virtuale non è facile, manca la cognizione sensoriale e la elaborazione razionale che l’accompagna. La percezione emotiva, pertanto, si allarga, va oltre le normali dimensioni e tutto si ingigantisce, anche le emozioni, soprattutto le emozioni, a cui cerchiamo di dare un volto, una voce, un corpo nella e con la nostra immaginazione, ma che mai potranno avere il confronto con il vero, con l’esistente nel mondo della possibilità e del visibile. Solo i poeti riescono a vedere con l’anima, ma la loro poesia trova sempre l’ispirazione in qualche cosa o in qualche sentimento attinente al reale che poi diventa pura astrazione poetica che esprime i moti dell’anima, ma non avviene mai al contrario. Noi siamo entità che si muovono in uno spazio e nel tempo, nella dimensione finita e limitata dell’esistenza, e siamo limitati a nostra volta anche se non vogliamo accorgerci di esserlo. Allora immaginiamo, sogniamo, nella convinzione che la fantasia possa aiutarci a realizzare le nostre speranze ma, in ultima analisi, è sempre la realtà limitata del nostro essere e del nostro mondo che ci obbliga, responsabilmente, a tenere i piedi per terra. La casistica nel mondo dell’arte e della letteratura di persone che non hanno saputo accettare questa amara realtà è grande: Modigliani, Pavese, Hemingway, ne sono un esempio. La stessa comprensione allora diventa un placebo dell’anima perché non esiste il diversamente possibile. Soffriamo per questo, certo! Ma quale altra prospettiva è possibile?

TECNOLOGIA. PRO E CONTRO DI UNA OPPORTUNITA’ DI GRANDE UTILITA’.

La tecnologia ha cambiato il nostro modo di vivere. Ricordo quando frequentavo la prima elementare che dovevo immancabilmente portarmi dietro penna e calamaio e poi negli anni 50 l’avvento della penna a biro, il cui uso era osteggiato dagli insegnanti perché non abituava alla bella calligrafia. Oggi scrivo con l’ausilio del computer. Le tecnologie sono destinate a migliorare il nostro sistema di vita e ad ampliare le nostre possibilità, basta considerare ad esempio l’impiego dello smart-working nel lavoro o la possibilità di collegarsi da remoto degli studenti universitari per sostenere gli esami o di dotarsi di un valido sistema di allarme per il più ampio controllo. I vantaggi della tecnologia sono enormi, basta citare il miglioramento dell’efficienza aziendale e le maggiori opportunità di lavoro ai giovani. E poi possibile parlare e collaborare con chiunque ovunque si trovi e contattare il medico in modo più accessibile per non dire poi delle procedure chirurgiche che hanno reso più curabili le malattie e fatto diminuire gli infortuni. Tutti vantaggi significativi innegabili. Ciò che io temo è l’abuso dell’uso della tecnologia in ogni settore ed in ogni campo, purtroppo una amara realtà! Oggi siamo indubbiamente più distanti e più estranei l’uno all’altro, più pigri, meno socializzanti, più robottizzati, Il più del nostro tempo libero lo viviamo al computer, chattando con lo smartphone, digitando il tablet, guardando la tv. Non comunichiamo più e cadono gli affetti. L’uso della tecnologia, pertanto, comporta una capacità di autogestirsi in modo maturo e responsabile; dovremmo educarci a fare della tecnologia un corretto utilizzo, in modo da poterne ricavare il massimo del potenziale e del beneficio. La tecnologia accompagna l’evoluzione sociale e la permea in ogni sua espressione, inoltre, favorisce la possibilità di accedere alla cultura di tutto il mondo. Ma l’uso tecnologico non è scevro da rischi e pericoli per cui è sempre più necessario che ogni famiglia dia il proprio contributo di vigilanza chiudendo il rubinetto prima dell’overdose tecnologico. Il progresso tecnologico andrà comunque avanti a prescindere dalla nostra opinione. Noi siamo fruitori di tecnologia ma non ne siamo i gestori. Il mio timore è che troppa tecnologia non faccia bene tanto al singolo quanto all’umanità, perché trascorriamo troppo tempo in compagnia delle tecnologie sacrificando affetti e valori e dilettevoli passatempi: leggere, ascoltare musica, conversare. Ormai siamo tutti senza libertà e senza privacy, ci controlla la tecnologia anche a nostra insaputa e la rivoluzione tecnologica e digitale, peraltro, è divenuta ormai inarrestabile, rapida e globale. Ognuno di noi, pertanto, deve avere piena consapevolezza dei vantaggi e svantaggi derivanti dall’impiego di ausili tecnologici dal momento che ha piena libertà di scelta. Ritengo però che sia opportuno non lasciarsi prendere totalmente dal seguire l’aggiornamento tecnologico. Dotarsi di un efficiente sistema di allarme soddisfa la necessità di tutelare la propria incolumità e difendersi da pericoli interni ed esterni di varia natura e quindi va bene se si accetta di limitare la propria e l’altrui privacy. Ma bisogna avere chiaro che l’evoluzione tecnologica in chiave globalizzazione ci priverà sempre più di autonomia, di libertà di pensare e di scegliere liberamente. Vale allora riflettere sulle parole di Albert Einstein sulla tecnologia: “Ho paura del giorno in cui la tecnologia supererà la nostra Umanità. Il mondo avrà solo una generazione di idioti.”

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ETERNITA’ E GIUDIZIO DIVINO

Ma quanto tempo impiegherà il Padreterno a giudicare tutti i Risorti nel Giorno del Giudizio Universale?

Se si considera che il Padreterno ha impiegato sei giorni per la sua opera di Creazione e si è riposato il settimo giorno, io non penso che impiegherà più di sei giorni a giudicare nel Giorno del Giudizio Universale tutti i Risorti e poi si riposerà il settimo giorno.

La storia di ognuno di noi è da sempre scritta nel libro dell’eternità quindi il lavoro che dovrà svolgere il Padreterno sarà ampiamente agevolato dalla onniveggenza.

Non è, ritengo, su questo che dobbiamo fissare la nostra riflessione, bensì sulla Eternità, che trova esplicitazione negli avverbi “sempre e mai.”

Provate, giusto per capire il concetto, a ripetervi ad libitum nella mente la frase “io vivrò sempre, io non morirò mai”. Fatelo, concentrando, però, la vostra riflessione al massimo del concepibile su di essa.

Se non vi sembrerà di impazzire prima allora potrete appena intuire di cosa ci aspetta tutti quando saremo giudicati per l’Eternità.

Un giudizio che ci sarà dato dal Padreterno senza possibilità di appello.

“Eternità”, “Sempre“, “Mai “, appena tre parole ma un mistero di difficilissima comprensione ed accettazione. Un mistero che non può entrare nella mente umana.

Ce lo ricorda S. Agostino con l’aneddoto del bambino che sulla spiaggia voleva mettere tutta l’acqua del mare in una buca nella sabbia. Non è possibile osservò il Santo, rivolto al bambino, mettere l’acqua del mare in una buca nella sabbia, così come non è possibile mettere il mistero di Dio e della Eternità nella mente umana.

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IL RUOLO DEL CRISTIANO NELLA SOCIETA’ MODERNA

Che senso ha l’essere cristiano in una società che va sempre più materializzandosi?

Papa Giovanni Paolo II° sostiene che la vita del Cristiano è inserita nella vita di Dio attraverso Gesù Cristo. Ogni Cristiano, pertanto, deve cercare nella parola di Dio, cioè in Gesù Cristo, la verità che guida, la luce che orienta, la grazia che sostiene. Così facendo e solo così facendo, la speranza sosterrà ogni suo impegno, perché saprà riconoscere, in ogni momento, anche quando le tenebre caleranno ad offuscare la luce, che la fedeltà a tale progetto di vita viene dal “Padre della luce” nel Quale non c’è variazione né ombra di cambiamento. (Papa Giovanni Paolo II° in: “Parole sull’uomo.”)

Viviamo oggi un secolarismo sempre più incalzante nel quale è stato smarrito il filo con Dio, al quale filo la creazione e gli uomini sono legati l’uno all’altro. L’Umanità non può sperare di porre fine alla sua dissoluzione, che rischia di farla sparire, se non ritrova quel filo perduto.

Di fronte a Dio e al mondo intero, i cristiani devono essere credibili nel testimoniare la natura misericordiosa di Dio, rendendone possibile l’esperienza all’interno di istituzioni cristiane, che però non possono e non debbono restare indifferenti verso i poveri e i più emarginati nelle società di tutto il mondo.

L’importanza di virtù cristiane quali l’umiltà, la pazienza e la tolleranza è fondamentale per il dialogo tra le Comunità, cristiane e non, in particolare la pazienza verso i peccatori in considerazione, soprattutto, del valore del mantenimento della comunione e del vivere in comunità.

Papa Francesco, dal canto suo, sta rispondendo alla secolarizzazione del mondo attuale con un atteggiamento umile, con un dialogo seguito da gesti di bontà e di maggiore comprensione verso tutti, che costituisce: un’«opzione» veramente evangelica per i cristiani di oggi. Una opzione che va praticata perché, credo, al momento è l’unica via praticabile.

(Eduardo Terrana*)

*Giornalista-saggista-conferenziere internazionale su diritti umani e pace

Diritti letterari riservati

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STORIA: Piede d’oro o piede di loto: simbolo di bellezza e femminilità nella vecchia Cina.

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Arte sul Naviglio Grande”, nella giornata di domenica 8 maggio 2022.La cornice del Naviglio Grande, che ospita la manifestazione sulle sue sponde, accoglie opere in una giornata espositiva che ha proposto in questa edizione il “Premio Arte sul Naviglio”, un riconoscimento importante da parte di una giuria composta da esperti del settore tra critici, giornalisti … Continua a leggere Milano.
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